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Giocatori di slot machine

Giocatori di slot machine

Adesso sto lottando attivamente con me stesso,ma più passano i giorni e più mi sento meglio. Il lavoro e le giornate piene adesso mi stanno dando una grande mano a trascorrere le giornate senza quel pensiero in testa! Hai bisogno di una bella svegliata, e se non te la dai da sola, ci penserà la vita. Meglio imparare a svegliarsi da soli… Fidati. Sono molto preoccupata,la situazione è davvero grave.

Credo sia depresso,quindi il tutto è ancora più difficile. Io lo guardo e lo vedo come un animale in gabbia,tormentato è sempre più distante. A volte silenzioso,a volte irascibile,sorridente sempre più di rado. Ovviamente lui minimizza sul gioco,ma so che lo fa per non sentirsi giudicato. Esiste un modo giusto per non fare danni ulteriori dal momento che non è totalmente consapevole di questo disturbo? Ciao Chiara. Attenzione, non ti sto consigliando di comprarlo, ti sto solo consigliando di metterti in una condizione in cui tu possa essere davvero aperta a sentirlo parlare del suo problema… per esempio, potresti iniziare anche tu a parlare di qualche tuo problema personale, aprendoti con lui per prima.

Mi sono imbattuta in questo blog perché ho bisogno di aiuto. Il dolore che provo è enorme, la fiducia è completamente svanita ed è subentrata la paura, perché non credo abbia la consapevolezza di avere un problema. Dico questo perché mi ha fornito le solite e preoccupanti giustificazioni di turno e che mi farà vedere i suoi estratti conto ecc…Non lo giudico, perché è ricaduto o forse non ha mai smesso, ma sono preoccupata per lui, perché sento che ha molta difficoltà ad aprirsi e a fidarsi di qualcuno. So che mi ama, come so che è dipendente. Allo stesso modo non serve controllarlo se adesso gioca oppure no, perché sento e vedo che sta male.

Avverto in lui uno stato di astinenza e di depressione. Io personalmente già da tempo e per motivi miei sto andando da uno psicologo, il quale mi ha consigliato di rimanere per il momento ferma e decisa, di non rinfacciare nulla né, soprattutto, di farmi coinvolgere nel vortice della dipendenza del mio compagno. Quella più grande? Io non la trovo una posizione particolarmente utile, soprattutto per te. Se vuoi fare un passo avanti puoi continuare quello che stai facendo, ovvero prima di tutto farti carico della tua vita, coi metodi che ritieni opportuni psicologo, amici, famiglia ecc..

Non è tuo figlio. Non è tuo padre anziano… è un tuo pari e come tale penso che debba avere la dignità di essere trattato. Non è un uccellino da accudire, non è un ladro da colpevolizzare ma neppure una cavia da studiare. Le sue scelte e le sue debolezze possono rimanere fuori dalle tue preoccupazioni. Buongiorno Simone, hai ragione quando dici che lui ha dignità e va trattato come un mio pari. Probabilmente faccio fatica ad evitare di colpevolizzarlo e controllarlo. Stamattina per lavoro sono fuori casa e lui doveva sbrigare delle commissioni; prima di uscire ha fatto un rapido conto e tirato fuori i soldi, ma di fronte al mio suggerimento di lasciarli a casa, mi ha guardata in modo strano e non ha detto nulla.

Poco fa mi ha mandato degli sms di resoconto di quanto ha speso…Mi rendo conto che sono pagliativi ed il fatto che non si separi dai soldi penso lo esponga a dei rischi. Stavo anche pensando di tornare indietro per controllarlo, ma devo portare avanti le mie cose. A un certo punto puoi decidere se essere la sua compagna o il suo controllore. Entrambi i ruoli risultano difficili da conciliare. Infatti sono rimasta a fare quello che devo e cerco di rimanere calma. La paura ha sempre un piede piantato sulle certezze ed uno sulle paranoie. In questo caso la paura è proprio un paio di occhiali che se indossati, distorcono tutte le relazioni che abbiamo con gli altri. Considera che tutte le dipendenze proliferano nelle famiglie dove i rapporti affettivi sono inespressi, gestiti dalle paure, gestiti sulla base dei sensi di colpa o dei rimpianti.

Per fare una bella famiglia serve molto coraggio, una cosa che dobbiamo imparare da soli visto che pochi prima di noi ne hanno avuto, e sicuramente non è una cosa che si impara a scuola. Ciao Simone sono una ragazza che gioca ormai da anni,voglio smettere,so di avere un problema,ci provo in tutti i modi,o meglio tento,ma non riesco! Non sa nessuno della mia dipendenza perché mi vergogno,voglio uscirne e non so come fare,quando sento il bisogno di giocare non riesco a fermarlo,poi ovvio mi sento in colpa perché è matematico come dici tu,e perdo.. Ciao Elisabetta, come noti purtroppo la cifra comune a tutti i giocatori patologici è la solitudine.

Si tengono il vizio in silenzio e sperano che succeda qualcosa. Parlane con una persona che ti vuole bene, rendi noto il tuo problema e sarà un modo pubblico per affrontarlo e andare avanti davvero, mettiti a nudo, dopo la vergogna iniziale troverai una nuova te stessa, più forte e più consapevole degli errori passati e pronta per accettare un nuovo futuro. Il tuo tempo è la vera perdita di valore di questi ultimi anni ed è proprio dal tuo tempo che devi ricominciare.

Ciao simone sono P. Ciao Patrizio vedi questo è il funzionamento classico della dipendenza, quando dici che hai giocato 20 euro convinto che ti sarebbero bastati. La prossima volta… prova a spenderli meglio, per un hobby tuo, costruttivo. Ciao un abbraccio! Ciao mi chiamo Michela ho deciso di smettere di giocare e oggi sono 2 anni 3 mesi e 12 giorni che nn butto più un euro mi rimane solo una gran voglia di vendetta nei confronti di quel merdoso bar di cinesi che mi hanno distrutto la vita desidero solo fargliela pagare e nn so davvero come vendicarmi nn mi abbandona questo desiderio nn ci compro neanche più un pacchetto di caramelle come faccio a riempire questo desiderio di vendetta?

Simone è normale questa cosa che sento ancora a distanza di anni ti prego aiutami perché nn trovo risposte. Per quanto riguarda la vendetta, sappi che la cosa che danneggia maggiormente le aziende è il boicottaggio silenzioso. Bisogna accettare che gli errori che abbiamo fatto sono nostri, ci hanno reso le persone che siamo oggi, con luci e ombre. Cerca gradualmente di sentire la felicità di esserti liberata da una dipendenza pericolosa e distruttiva.

Sei libera e ti sei liberata con le tue mani, concentrati sulle cose positive che hai portato nella tua vita, e vedrai che il resto passerà in secondo piano. Ciao, ho 28 anni e gioco circa da quando ne avevo 20…nonostante abbia provato svariate volte a smettere , letto articoli e testimonianze, frequentato gruppi anonimi ecc ,non ne sono mai uscito e anzi, le cose vanno sempre peggio. Adesso mi ritrovo senza soldi, senza più nulla da vendere e senza lavoro.

Ecco vorrei dirle tutta la verità perché lei non sa assolutamente nulla del mio problema e sono certo che mi lascerebbe se sapesse come stanno le cose in realtà, conosco bene il suo carattere. Sono veramente disperato e sta volta ho toccato il fondo. Grazie per avermi ascoltato. Se il pensiero di non suicidarti perchè sei utile ai tuoi cari ti ha mantenuto in vita, è un pensiero positivo. Al momento sei afflitto dalla paura, è normale perchè hai paura di perdere affetti importanti che ti sei guadagnato. Per cui la tua sfida è duplice. Non devi semplicemente scegliere tra due fidanzate, devi scegliere tra una fidanzata vera ed una fidanzata inesistente che vive solo nella tua testa… la malattia del gioco.

E che non sta scritto da nessuna parte quale dei due debba essere, perchè lo puoi decidere solo tu. Toglitelo dalla testa. Ma sono solo bugie. Ciao, ho 16 anni e ho fatto la cazzata di iscrivermi su un sito online. Sono ancora in tempo per fermarmi prima che vado sotto di peggio. Ho perso euro, non ho problemi a dirlo, ma mi girano veramente i coglioni e leggendo tutto il tuo articolo mi ha decisamente convinto di smettere prima che perda altri soldi. Ringrazio ancora per il tuo articolo, sperando che non ne vado più a perderne altri.

Ciao Anonimo, se posso permettermi un consiglio… non sperare. Pensa che hai pagato per ricevere questa lezione di vita: Fanne tesoro. Dopo aver esaurito la liquidazione di svariati migliaia di euro in pochi mesi, mi aveva rubato dei soldi. Ha fatto un percorso al sert ma credo che abbia continuato o ripreso a giocare presto. Io gli controllo il conto e per un periodo avevo il suo bancomat. Ma questo lo ha solo frenato a spendere cifre grosse. Mi aveva riconsegnato il bancomat per un mese. Poi una sera è andato al bar a vedere la partita. Io ero a casa e mio figlio, cinque anni, voleva il suo papà.

Il mio bambino è ancora spaventato, ho paura di averlo veramente traumatizzato. Lui niente, per lui è stata una bravata. Mi ha detto che sarebbe andato via di casa ma non se ne va. Io non so più che fare. Dormiamo in stanze separate e ci parliamo a malapena. Cosa posso fare? Grazie davvero. Io penso che in quanto coppia dobbiate trovare tra voi una soluzione sostenibile e di comune accordo. Se il rapporto amoroso è finito, è una situazione dolorosa ma accettabile.

Una dipendenza di questo tipo non si chiude in breve tempo, non si chiude con le promesse ma solo ri-applicando ogni giorno le alternative concrete e le azioni costruttive quotidiane, piccola vittoria dopo vittoria, dopo sconfitta, dopo vittoria. E una dipendenza farà parlare le persone sempre e solo in difesa della propria dipendenza, mentendo, facendo promesse, parlando a vanvera. Se vuoi iniziare a vederci chiaro devi valutare sempre e solo le azioni e mai le parole.

Considerando che per quanto malato e disperato… sarà sempre il padre di tuo figlio e come tale, figura essenziale della sua vita. Tutto questo per dirti che un percorso di allontanamento è possibile, se riesci a renderlo condiviso, graduale e soprattutto con le date ben chiare ed in anticipo. Si gioca proprio per perdere, per toglierci la responsabilità ed il peso della vita. Devo dire che ho fatto anche grosse vincite 2 o 3 volte ma gli ho tutti rigiocati… mi faccio autoanalisi, so che ho un problema, non ce la faccio a dirlo in famiglia..

Ho preso coscienza e voglio giocare poco pensando a quello che perdo senza aspettarmi vincite che cambiano la vita.. Le due cose non sono possibili contemporaneamente. Torna alla realtà: Non hai letto le storie che ti precedono? Non hai visto cosa si perde perseverando? La famiglia, gli affetti, la casa. Trovo anche questo sito un ottimo supporto psicologico per chi non riesce a superare il problema e comincia a cercare una soluzione.

Ho giocato alle slot per 7 anni 7 lunghi anni tremendi di cui ancora oggi mi chiedo come sono riuscito a fare tutto quello che ho fatto, si perché sono riuscito a realizzarmi professionalmente ed economicamente a sposarmi e avere una figlia bellissima che oggi ha soli 3 anni, per assurdo ho condotto quasi una vita normale nonostante tutto…questo senza passare forse memmeno un giorno di questi incredibili lunghi 7 anni senza giocare alle slot! No nemmeno quella, ero un alteta amatoriale appassionato di arti marzili e bodybuilding ma ho mollato tutto ora ho anche la pancia per causa della mia dipendenza.

Io forse non ho smesso di essere un giocatore forse si rimane giocatori per tutta la vita ma ho sofferto troppo e in silenzio per questa mia patologia, sognavo la notte di tornare quello che ero un tempo e il mattino seguente dimenticavo tutto e ritornavo a giocare. Un mese fa dopo una batosta incredibile sono tornato a casa e ho deciso di raccontare tutto a mia moglie.

Mi sono sentito più volte una merda! Parlare coi cari e riavvicinarsi alla realtà è la prima cosa da fare. Salve Simone…. Ciao sono marco! Ho 25 anni e da 5 gioco alle slot! Mio padre ci gioca da 10 anni!!! Lui ha perso tutto anche il lavoro.. Ma ho sempre lo stipendio impegnato x tre quarti x saldare i debiti x le slot del mese prima! Ho bisogno di aiuto! Convivo con una ragazza fantastica e ho paura di perderla!

Potrei morire! Come devo fare. Ogni giorno ci sono persone che perdono la vita a causa della disperazione che arriva nel momento in cui si guarda a quello che abbiamo perso. Io purtroppo non ti posso dire quale sarà la strada giusta per uscire dalla tua dipendenza… Ma so con certezza che la strada giusta non sarà la prima che proverai, non sarà la seconda, non sarà la terza eppure solo riprovando e ascoltando cosa succede in te stesso, potrai avere una speranza. Quello che ha dato a me la speranza è stato capire che non importava quanto bella o brutta la mia vita fosse fino a quel momento: Ciao sono un ragazzo sempice gran lavoratore e fidanzato con una stupenda ragazza che amo e adoro e che ha sofferto già troppo le mie pazzie.

Ciao Anonimo, io sinceramente non credo che tu e tutte le persone col problema del gioco siate deboli. Siamo persone con la voglia di vivere, e la voglia di giocare, è una voglia sacrosanta. Il bello sta nel riuscire a mettere questa voglia e questi soldi in attività positive: Non è stato facile i primi giorni, mi sentivo addosso tutti i sintomi di chi è drogato ed è in astinenza. Adesso sono tre mesi, quasi quattro. Quindi se si hanno problemi, frustazioni, parlatene, affrontatele con persone care, non buttatevi-buttiamoci nel gioco. Solo nei recenti quattro mesi, per rendersi conto di quanto sono stato idiota nel gettare soldi alle slot, non giocando ho risparmiato e messo da parte grazie a mia moglie piu di euro e speso il giusto x esigenze di famiglia.

Soldi che altrimenti sarebbero finiti in slot. Purtroppo in questo periodo in cui manca il Lavoro, molti cercano facili alienazioni e con la complicità della malavita si continuano ad aprire sale scommesse e slot che non fanno altro che aumentare degrado sociale e povertà. Resta il fatto che se uno gioca non è colpa dello Stato in senso stretto. Infine importantissimo è farsi aiutare, seguire anche un percorso psicologico se necessario. Grazie ancora, insieme possiamo fare tanto per chi sta soffrendo per colpa di questa dipendenza.

Resistiamo e non abbassiamo mai la guardia, basta poco per tornare ai vecchi errori. Quindi ragazzi fatevi aiutare e aiutiamoci!!!! Ciao a tutti per caso sono finito su questo sito, non voglio raccontarvi di quanto ho perso e da quando ho iniziato, ma voglio raccontarvi da quando ho smesso e trovato la forza per farlo, so che il percorso sarà lungo e impegnativo, ma so anche quanto sia gratificante dire ci sono riuscito. Perché questo è il mio obbiettivo. Smettetela di pensare non so come uscirne, ma iniziate a sognare a progettare la vita senza più tutto quel tempo perso attaccati a quelle macchine a tutti quei giochi che vi portano lontano dai vostri cari.

Mi sono ripromesso di scrivere su questo blog ogni mese per raccontarvi come procede, per raccontarvi che ci si riesce ad uscire. Un ex giocatore convinto. Penso che tu sia pervaso dallo spirito giusto, tientelo stretto e vai avanti. Ciao Simone, ho letto questo post con affetto e con il groppo in gola. Perché per il mio compagno la tua tecnica non ha funzionato. Stiamo assieme da 6 anni. Insomma lui ha fatto quel che dici, lo ha detto a me, la sua metà di cuore.. Sono passati 4 anni da quando ha fatto quel famoso gesto risolutivo che tu dici, e poi ieri, un sabato pomeriggio qualsiasi, trovo il mio cofanetto dei risparmi miseramente vuoto, vuoto…come me. Gli controllo il conto corrente, vuoto.

Vuoto come me. Abbiamo entrambi un lavoro stabile, una buona posizione economica, delle passioni, un amore, la salute, degli amici, una bella vita. Questa volta non me lo ha detto lui che gioca ancora, non me lo ha detto lui. Scoprirlo, scoprire che me lo stava nascondendo, è stato come saperlo per la prima volta. É stato diverso. Mi ha tolto la forza. Ho perso la tenerezza, la dolcezza di aiutare chi amo. Me lo sono meritato in questi 4 anni di comprensione, aiuto, amore, assenza di pregiudizio.

Da circa un anno lo marcavo stretto, ero presente e comprensiva e gli chiedevo di dirmi tutto, qualsiasi sua paura ansia debolezza. Io e te, non ci divide niente, se ti torna la voglia di giocare sai chi chiamare. Quanto amore ci vuole, non so se ne ho ancora, almeno quanto gliene serve. Ho paura di ammalarmi io.

Ciao Roccia, grazie per aver condiviso il tuo punto di vista. Considera che qualsiasi azione che fa un tossico del gioco non è risolutiva. Parlarne in famiglia, non isolarsi ecc.. La dipendenza spesso diventa uno stile di vita, e lasciarla alle spalle deve necessariamente includere un percorso di una nuova vita, con nuovi obiettivi e nuove dinamiche. Uno sguardo in faccia alla realtà altrui a volte è utile, altre volte è necessario trasferirsi altrove dove il gioco è meno diffuso. Ma tutte le storie del mondo non saranno utili per capire la vostra.

Salve a tutti mi chiamo Massimo ,ho letto con molto interesse le vostre problematiche con il gioco e le risposte davvero molto utili e precise di Simone. Ciao Simone, come promesso sono tornato a scrivere nuovamente su questo fantastico blog, mi ha aiutato tanto leggere i tuoi consigli, le storie raccontate, e spero che io posso essere di aiuto e stimolo per altri. Sto continuando il mio percorso, per lasciarmi alle spalle un passato fatto di bugie e di delusioni verso me stesso e verso la mia famiglia.

Devo dire che sto veramente bene, ho iniziato a frequentare il GA giocatori anonimi e ti devo dire che ho veramente il piacere di frequentare questo posto, mi aiuta tantissimo, mi aiuta sentire persone che sono usciti da questo problema, mia aiuta sentire testimonianze che mi dicono di stare sempre attento perché ho la consapevolezza che il mostro è sempre li…. Ora vedere mia moglie e i miei famigliari felici, vedere loro che credono in me ma il primo sono io mi rende orgoglioso e sereno del percorso che ho intrapreso. Vedo che la mia serenità di riflesso illumina e contagia le persone al mio fianco, questo è meraviglioso.

Non conto più i giorni passati da quando ho detto basta con il gioco, preferisco contare i giorni da quando mi sono detto ricomincia a vivere. Ti dico una cosa che racconto, io mi sono aperto è ho parlato con molte persone del mio problema, senza la paura di essere giudicato io ho smesso non di giocare alle macchinette o ad altri assurdi giochi, io ho smesso di giocare con la VITA.

Grazie veramente di cuore perché questo blog e le tue parole mi hanno indicato che strada seguire. In quel momento mi sono sentita meglio, liberata da un velo di bugie, ma con il passare dei giorni questa consapevolezza sta pesando come un macigno dentro di me, in termini di fiducia. La cosa che mi rattrista profondamente è che lui abbia cercato sempre di far passare me come la visionaria, la diffidente, imputandomi la responsabilità di tutti i nostri problemi di coppia. Appunto, siamo una coppia e gli errori si commettono in due. Ora è molto difficile discernere la dipendenza con il vivere quotidianamente…Faccio un esempio: Le domande che di conseguenza faccio a me stessa sono: Non provi disagio o astinenza?

Questa è ossessione mentale dovuta alla paura. Paura di amare e rischiare. Non serve a nulla puntare il dito su di lui scagionando me stessa. Facile e comodo dire è lui che ha un problema, quando io con il mio comportamento in qualche modo alimento il suo malessere. Mi rendo conto che in questo momento non sono molto di aiuto, in primis a me stessa, perché non sono serena e vivo le mie giornate cercando di accantonare la paura che vada a finire ancora male.

Lui ha detto durante la seduta che ha chiuso con il gioco…che ha capito ecc… Il terapeuta gli ha chiesto solo di dirlo, stavolta, se dovesse ricaderci, perché non ci sarebbe nulla di male. Vorrei essere ascoltata da lui e accolta, ma non sento che al momento abbia voglia e forza di farlo. Per prima cosa la Ludopatia giaà in se concetto sbagliato è una patologia che differisce dal termine malattia in quanto, non essendo tale, non ha come elemento risolutivo finale, la guarigione. Ciao Grazia, ho letto il tuo commento leggo questo blog ogni giorno e mi ha dato la spinta per cambiare e mi rivedo nel tuo compagno. Anche io nel passato ci sono ricaduto probabilmente non era il mio momento.

Con fatica e tanta pazienza inizio a vedere la luce. Io non ho bancomat e vado in giro con pochi soldi, ora giustifico qualunque spesa facendomi dare lo scontrino anche per un semplice caffè. Vedi il giocatore quando gioca è come se il suo cervello andasse in black out, per poi riaccendersi quando le tasche sono vuote. A volte ci nascondiamo dietro al gioco per isolarci dal mondo….. Ti posso solo dire di stare vicino al tuo compagno fino a quando tu sarai disposta a farlo, ma credimi non pensare che lui non abbia rimorsi o sensi di colpa….

Vi auguro tutto il bene di questo mondo. Un abbraccio. La cosa che mi terrorizza, a tal punto da aver ripreso a sognare di scoprire nuovamente il mio compagno che gioca, è la menzogna ed il suo cercare di mostrare una calma apparente. Purtroppo viene fuori una grande verità: Sarebbe bello potersi accettare per quello che siamo e riuscire a mantenere la coppia in vita anche nel contesto in cui entrambi i partner stanno cambiando.

Perché è vero che lui si è messo in discussione e di questo bisogna rendere atto, ma è anche vero che in terapia state giustamente andando entrambi, per cui anche a te è lasciato lo spazio per evolvere, cambiare. E non è detto che dopo le mutazioni ci si ritrovi ancora compatibili! Questa si che è una gran bella sfida, che vale la pena di giocare. Io purtroppo sono uno di voi. Il problema è insorto in modo più aggressivo negli ultimi mesi, specie per problemi lavorativi. In questo momento,dopo una pesante perdita subita ieri, sono lucido. In questo momento di lucidità ho analizzato quasi con visioni come sono stato annebbiato in tutti questi mesi.

Peggio dell alcol forse sono astemio per fortuna. La mente che continua a pensare continuamente alla prossima giocata, continuamente. Al cercare di stare solo a tutti i costi,evitando qualsiasi tipo di contatto sociale. A tutti i costi. La cosa strana è che si alternano momenti di lucidità a momenti di completo annebbiamento. Sapere perfettamente di fare una cosa sbagliata e farla. Qualcuno la chiama coglionaggine. Simone giustamente la chiama col suo nome, cioè malattia. Ho provato a più riprese a cercare di fermarmi, ma dura quel che dura. Poi nuovamente nel vortice. Ah è assolutissimamente vero. Basta la prima giocata a far rimettere in moto il circolo vizioso. Questa è la terza volta, oggi 15 gennaio, che cerco di smettere definitivamente.

Il trucco forse l ho capito. È cercare in qualsiasi modo, anche prendendosi a schiaffi o sonniferi, di evitare la prima giocata io sono, mi piacerebbe dire sono stato, un giocatore di tennis live. Il problema grosso è il tempo. In che senso? Vi faccio un esempio. Avete presente quando siete stati lasciati dalla fidanzata da piccolini la prima volta, e voi l amavate ancora? A me cosa è successo in quel caso? Di stare malissimo anche per lunghissimo tempo tipo 3 mesi.

Poi come si suol dire, il tempo rimargina le ferite. Anche qui, io ricordo quel mese e mezzo in cui sono stato senza giocare. Ho ricominciato a vivere. Basta un niente e il tempo ti fa dimenticare come sei stato male in precedenza. E riparte tutto. Allora oltre che l aiuto di psicologi, secondo me potrebbe servire tantissimo un contatto fisso tra due giocatori sconosciuti magari, che vogliono dire basta.

Uno del nord e uno del sud, non lo so, che si scambiano i numeri di telefono e si aggiornano senza mentire su tutto quello che stanno facendo. Non so se è scientificamente provato, ma chi gioca non ha tutta questa voglia di stare al telefono. Ha ben altro a cui pensare. Inoltre, ero in qualche modo seguito non so da chi e come: Non credevo che quel lavoro avrebbe portato ad un altro problema. Mi trovai una bottiglia davanti e cominciai a bere premetto che sono sempre stato astemio. Tutte le sere, alla chiusura del ristorante, mi ritrovavo con una bottiglia in mano. Pagai di tasca mia per la paura e le minacce delle controparti. Non volevo che mi denunciassero alle autorità competenti con il conseguente ritiro della patente e sequestro della macchina.

I rapporti in famiglia continuarono a peggiorare. Io rimasi da solo. Non avevo altra scelta che pensare a quello che avevo fatto, chiuso in casa e seduto sul divano al buio. Aprii e vidi mia figlia. Ci guardammo negli occhi, ci abbracciammo e cominciammo a piangere. Mi sembrava di sognare. Non dicemmo una parola, anche se ci trovavamo a disagio. Nonostante tutto, cominciammo a parlare tranquillamente, proponendomi di sottopormi ad una visita questa volta presso un centro specializzato. Dapprima, rifiutai dicendo che non mi sentivo malato; ma poi, pensando che avevo già percorso una strada simile, sbagliando, decisi di accettare. Il giorno dopo, telefonammo al centro e prenotammo una visita con il Dott.

Ero talmente convinto che rimasi direttamente dopo il primo colloquio informativo. Adesso è un mese che sono in terapia e non sto giocando. Voglio smettere e riprendermi la mia vita, la mia famiglia, la mia felicità. Avvertimi via email in caso di risposte al mio commento. Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Condividi anche tu sui Social Network! Dopo anni di dipendenza, di richieste d'aiuto, di successi e ricadute, una vittima del gioco d'azzardo ha raccontato la propria storia al Trentino.

La dipendenza da gioco, o ludopatia, si colloca nella categoria dei disturbi mentali, tra i disturbi del controllo degli impulsi, ed è una patologia estremamente grave, che negli ultimi anni, con l'introduzione delle slot machine, sta rovinando la vita di un numero sempre crescente di persone. Come ha sviluppato la sua dipendenza? É iniziato tutto quando ero ancora un ragazzino. Ho iniziato giocando a carte con gli amici, era solo un gioco allora, assolutamente innocuo, pensavo. Ho iniziato a giocare somme sempre più grandi, ogni giorno soffrivo d'ansia e non riuscivo a smettere di pensare al gioco.

Dopo ogni perdita dovevo giocare ancora, per rifarmi. E non si parla di pochi spiccioli, magari se ne andavano , euro al giorno.

Slot machine. La testimonianza di Mario, giocatore d'azzardo - Video Gazzetta di Mantova

Una nostra ricerca mostra che i migliori giocatori vedono il giocare ai giochi da casinò e in particolare alle slot machine, come una divertente. Ma chi sono i giocatori d'azzardo patologici? E perché lo diventano? Cosa succede davanti a una slot machine? Viaggio nella testa di chi si. Sono un ex giocatore delle slot machine e scrivo questa lettera aperta Se fai parte dei giocatori abbi il coraggio di ammettere a te stesso che. Tutto iniziò per caso pochi mesi dopo il triste evento, bar sotto casa per il solito caffè, Slot Machine impeccabile in pole position, un'amica inserì lire e ne. Se vuoi sapere come smettere di giocare, potrebbe esserti utile il mio elenco delle bugie (o meglio delle scuse) che si raccontano i giocatori delle slot machines. Mario, cinquantenne mantovano, è un giocatore d'azzardo. Impiegato, in dieci anni ha bruciato più di euro. Dopo sei mesi in cura. Un cinquantenne racconta il suo dramma: dalle carte con gli amici alle " macchinette": "Ora sto cercando di disintossicarmi".

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